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copyright MASSIMO BRUSAPORCI

La mindfulness: moda o pratica evolutiva?

2024-09-04 22:04

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La mindfulness: moda o pratica evolutiva?

In un epoca in cui tutto viene consumato alla velocità di un annuncio pubblicitario anche una pratica antica ed evolutiva come la mindfulness correre il rischi


Nell’introduzione del libro "I sette principi della mindfulness", ho ricordato che la mindfulness è una pratica meditativa con radici profonde nelle tradizioni millenarie dell’Asia, in particolare di India e Cina. Fin qui nulla di sorprendente, se non fosse per il fatto che oggi si sente dire sempre più spesso che la mindfulness è diventata "di moda". Anzi, alcuni sostengono addirittura che sia solo una moda. Naturalmente, queste sono le opinioni degli scettici, di chi si ferma a un’idea superficiale senza sforzarsi di approfondire.


L’idea che la mindfulness fosse una moda mi ha infastidito sin dall’inizio, ancora prima che decidessi di conoscerla a fondo. Ho iniziato a praticare e ho frequentato un corso che mi ha portato a diventare istruttore. La questione è complessa. Non è facile aprirsi con fiducia verso una pratica che viene etichettata come una moda. Dietro a queste affermazioni, infatti, si cela spesso l’intento di svuotare la pratica del suo vero significato, riducendola a qualcosa di generico e privo di valore, quasi fosse "spazzatura".


Nel caso specifico della mindfulness, questa visione è quanto di più lontano dalla realtà si possa immaginare. La letteratura scientifica in merito è vasta e dettagliata. Non tutti saranno d’accordo sui suoi benefici, ma le ricerche dimostrano che, anche se fosse una moda, i risultati – cioè i benefici per la salute mentale e fisica – rimangono. Chi considera la mindfulness una moda passeggera rischia di perderne i vantaggi. Le mode possono piacere fino a un certo punto, fino a quando si ha l’illusione di essere originali, ma poi stancano.


Il modello di un abito, un colore, o un cappello possono stancare dopo un po', quando li vedi indossati da tutti. Ma come può "stancare" una pratica come la mindfulness? È invisibile agli occhi, eppure i suoi effetti si traducono in comportamenti e atteggiamenti più equilibrati, in persone più resilienti, propositive e accoglienti. In una parola: gentilezza.


Chi sceglie di praticare la mindfulness lo fa spesso perché un amico o un’amica gliene ha parlato bene, o perché ha notato cambiamenti positivi in chi la pratica. Quindi, non è del tutto invisibile! Ma perché se ne parla tanto? Oltre al passaparola, ci sono molti studi che negli ultimi anni hanno evidenziato la sua efficacia. Inoltre, molti istruttori sono formati per accompagnare le persone lungo percorsi strutturati come l’MBSR (Mindfulness Based Stress Reduction), specificamente concepiti per insegnare a gestire lo stress. In sintesi, se ne parla molto, sembra una moda, ma non lo è.


Le mode, si dice, sono passeggere. Una finisce e un’altra è pronta a prendere il suo posto. È un ciclo continuo. Ma questo vale per la moda vera e propria. Un cappello, un colore, un accessorio possono tornare di moda e poi sparire di nuovo. Ma una pratica meditativa come la mindfulness può diffondersi in un modo che può sembrare "di moda", come andare dallo psicologo o prendere un personal trainer. Anche farsi portare il cibo a casa è diventato di moda. Un sacco di cose lo sono diventate. Perché non dovrebbe diffondersi anche la mindfulness? Infatti, è ciò che sta accadendo, nonostante gli scettici.


Malgrado i dubbi e l’idiosincrasia verso tutto ciò che è "di moda", un bel giorno mi resi conto che la mindfulness era perfetta per me. In particolare, osservai un istruttore che, pur esprimendosi in modo impacciato, riusciva a ottenere ottimi risultati con i partecipanti al corso, me incluso. Compresi allora che il metodo funzionava, indipendentemente dallo spessore culturale dell’istruttore. Fu una rivelazione: un metodo come questo, a prova di istruttore, doveva essere davvero potente. Da quel momento, al diavolo la moda, decisi di immergermi completamente nella pratica e nell’apprendimento di questo metodo, che avrebbe presto cambiato la mia visione del mondo e di me stesso.


Che importa, allora, se la mindfulness è di moda o no? Spesso ci troviamo in testa idee che non sono neppure nostre, basate su indizi sbagliati o non verificati. Giudizi maturati senza un’esperienza diretta. Io ho scelto di non ascoltare questi dubbi e di approfondire la questione.


La mindfulness si è diffusa in modo silenzioso, praticata prima in luoghi remoti e tranquilli, poi nelle città, sempre lontano dalla confusione. La mindfulness si fa cercare. Ci insegna che a volte bisogna fermarsi, ascoltare, e lasciare che le "cose" ci raggiungano, invece di inseguirle.


Insomma, mi sono riconciliato in fretta con la mindfulness e ho capito che poteva essere uno strumento estremamente potente. Quindi ho lasciato andare le mie riserve e mi sono affidato alla curiosità. Fallo anche tu. Provaci!